Indoor cycling e spinning

Indoor cycling e spinning

Lo spinning è senza dubbio una delle realtà più importanti nel panorama mondiale del fitness degli ultimi venti anni. È un programma di allenamento messo a punto dall’atleta sudafricano Johnny Goldberg (divenuto famoso come “Johnny G”), che a metà degli anni Ottanta realizza un prototipo di bicicletta stazionaria concepito con l’intento di migliorare le proprie prestazioni in previsione della Race Across America, una gara di ciclismo di circa 5.000 km che attraversa tutti gli Stati Uniti. Grazie a questo attrezzo di simulazione, Goldberg nella gara del 1987 ottiene notevoli risultati; nasce così, dall’idea che questa nuova modalità di allenamento potesse essere proposta a un pubblico più vasto, e dal supporto di un’azienda americana produttrice di biciclette, il metodo spinning (dall’inglese to spin, ossia “far girare”, “ruotare”), praticato in tutto il mondo da migliaia di persone. Questo sistema di allenamento arriva in Italia nel 1995 ed è attualmente regolamentato dalla Federazione Italiana Spinning. Nell’arco degli anni il sistema spinning originale è stato ripreso e attuato con diverse metodologie, che sostanzialmente vengono raggruppate sotto la denominazione più generica di indoor cycling (cioè “ciclismo al chiuso”, o ciclismo stazionario), usata per differenziare le varie scuole dal marchio spinning legalmente registrato. L’indoor cycling è una tipologia di allenamento adatta a varie categorie: da chi non pratica normalmente attività fisica al ciclista amatoriale o professionista. Con le dovute modifiche, può essere consigliato anche agli obesi e ai soggetti diabetici: questi possono trarre sicuri vantaggi da un’attività aerobica a basso e medio impatto, per ottimizzare la glicemia e mantenere sotto controllo il metabolismo e la composizione corporea. L’indoor cycling può essere consigliato anche ad esempio ai non vedenti, i quali, oltre a trarre benefici dal punto di vista fisico, possono contare anche su miglioramenti nella socializzazione.

La tipica lezione si svolge nell’arco di 50-60 minuti e utilizza una bicicletta stazionaria (anche detta “spin bike”) che riprende la posizione di una bicicletta da corsa. La spin bike è provvista di un volano anteriore di circa 20-30 kg, cioè di una ruota che, per mezzo dell’impulso iniziale della pedalata, mantiene una certa dose di energia cinetica per facilitare e simulare l’esercizio. Ai lati di questa ruota sono poste due piastrine di feltro che fungono da freni o da rallentatori. Grazie a questi si può aumentare o diminuire la resistenza di pedalata, simulando una salita o un falso piano. Il manubrio dell’indoor bike permette posizioni diverse delle mani a seconda del tipo di andatura, e quindi di musica, scelta dall’istruttore.

Le andature dell’indoor cycling

􏰀Seduto: è la posizione base. Può essere utilizzata in simulazione di pianura con una pedalata di 60-110 rpm (rivoluzioni per minuto), oppure in simulazione di salita con una pedalata di 40-80 rpm.

􏰀In piedi: a differenza delle cyclette da casa, in cui questa posizione non è possibile, le indoor bike da spinning riescono a simulare molto bene l’andatura in piedi su terreno collinare o con forte pendenza. Questa andatura prevede una velocità di pedalata di 80-110 rpm (figura in alto) se si è in piedi in lieve salita, oppure con una pedalata di 40-80 rpm (figura in basso) se in simulazione di forte pendenza.

􏰀Jumping: è un movimento alternato tra la posizione seduta e quella in piedi che prevede una velocità di pedalata di 80-110 rpm.

RPM: la velocità della pedalata si calcola 
in rivoluzioni per minuto (rpm), vale a dire 
in quanti giri completi si effettuano in 1 minuto.

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